Sostegno emotivo

Questa foto di incipit riassume la mia domenica al Festival del Fumetto il 2 febbraio. Rappresenta a pieno il sostegno emotivo (oltre che fisico) ricevuto da persone favolose, che mi onoro di poter chiamare amici, e senza cui semplicemente non avrei potuto parteciparvi.

Tutto è nato a metà gennaio quando Manuel, alias il Prof X, incrociandomi ad un altro evento, mi chiese di far parte del suo gruppo X-Men.

Io, che ho davvero una mutazione del DNA dovuta all’Atassia di Friedreich ,e il cui essere stata bollata come ‘La Strana’, allontanata ed esclusa da tutti, è capitato molto prima che i sintomi dell’AF fossero evidenti, adoro quei personaggi.

Infatti ne avevo già cosplayati due:
Yukio dal film Wolverine – L’Immortale

e Charlene Xavier, ovvero la versione genderbend del Prof. X (la carrozzina ce l’ho e la sfrutto)

Quindi, ho ovviamente detto… Sì!

Qualche giorno prima di domenica 2 febbraio l’amico fotografo con cui mi sarei mossa da Parma, mi disse che era stato chiamato per un lavoro il sabato sera, avrebbe finito tardissimo e, nonostante questo, si era offerto di accompagnarmi in fiera comunque, anche solo per poche ore al pomeriggio.

No, davvero!

Anche se avevo il costume pronto ed ero già d’accordo con l’amica che sarebbe venuta apposta per farmi da MUA, non sono una bimba viziata e non permetterei mai a chi non ha riposato a sufficienza di accompagnarmi, solo per farmi divertire.

Certo, mi dispiaceva e molto perdere una delle pochissime occasioni che ho di rivedere i miei amici di altre città (praticamente tutti) , ma razionalità e buon senso sono il mio mantra (insieme a LA LOGISTICA… ma questa è un’altra storia!).
Ho ingoiato il risposto e avvisato che non avrei potuto esserci.

Lo vedete nel collage Hagrid?
Ecco, lui, il cui nome è Gerardo, era in fiera già dal sabato, a lavorare dalle 10:00 alle 20:00, e la domenica altrettanto, ma appena letto il mio annuncio mi inviò un messaggio che diceva testualmente;
“Sai che sono pazzo, per cui domenica vengo a prenderti io, basta che ti adatti ai miei orari da standista”
Il che tradotto significava partire alle 8:00 di mattina e rientrare alle 22:00!

Stare in fiera 14 ore per uno standista è la norma, e io stessa con Casa Ailus lo faccio spesso e volentieri. Ma in quei casi ho il mio spazio dove stare, chi condivide con me lo stand facendo in modo che non sia mai sola, in cosplay invece?

Avrei declinato l’offerta di Gerardo se Anna (bravissima illustratrice e collega nel collettivo Casa Ailus), già offertasi come mia MUA non mi avesse detto:
“Che problema c’è? Arrivo quando apre la fiera ed invece di andarmene alle 15:00 sto con te fino quando hai bisogno, così ti aiuto a cambiarti, andare in bagno ecc. Ci passiamo una giornata insieme e ci divertiamo. Se Gerardo ti porta in fiera, quando sei lì a te ci penso io!

Probabilmente non riuscirò mai ad esprimere a dovere quanto ancora mi strabili avere persone simili attorno, persone che desiderano passare del tempo con me in amicizia (non mossi dal tipico pietismo e convinzione di ‘doversi sacrificare’ con cui i disabili hanno spesso a che fare).

Io ho avuto intorno chi mi faceva sentire sgradevole, di peso, inculcandomi l’idea di dovergli essere grata per ogni briciola di tempo od attenzione che mi concedesse, molto prima che la comparsa dell’AF lo rendesse quantomeno ‘giustificabile’.
Sono sempre stata definita da loro ‘Quella che sfrutta gli altri!’ (a cui aggiungere: ‘…perchè si approfitta del suo essere disabile’ anche se nessuno lo dice, sebbene lo pensino, temendo la gogna del politically correct).

Ecco, è così che giudico me stessa, ‘La Sfruttatrice’, e per tenermi a freno tendo a chiedere un aiuto solo per impegni lavorativi o gravissimi. Dopotutto il divertimento non è importante.

Nella testa mi ronza sempre l’idea di non avere il diritto di lamentarmi di cose futili come un divertimento mancato, dato che da disabile ho già molte più possibilità di chi è nelle mie stesse condizioni, giusto?

SBAGLIATO! Ragionare così si chiama abilismo interiorizzato.

Amicizia, amore, divertimento, libertà… ne abbiamo diritto tutti, indipendente dalle possibilità fisiche di ognuno!

E soffrirne se ne veniamo privati fa parte del gioco!

Grazie a Gerardo che mi ha scarrozzato, ad Anna che mi ha accudito, a Manuel, Florio, Valentina, Gianluca con cui ho fatto cosplay, e a tutti gli amici che hanno voluto dividere con me uno scatto o solo due chiacchiere, il Festival del Fumetto di domenica 2 febbraio 2020 è stata una delle fiere più belle di sempre!

P.S.: La foto dove sono in piedi Manuel ha voluto farla ed è l’emblema del ‘supporto emotivo’ datomi, mi ha letteralmente voluto ‘tirare su’ chiedendomi di fidarmi di lui e averlo fatto, essermi affidata a lui prima e a tutti gli altri mi ha… Liberato!

La carrozzina, la disabilità… nulla è davvero un limite, se hai chi è pronto a sostenerti!

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