Molte vite in una

“Tutti abbiamo due vite. La seconda comincia quando realizziamo di averne solo una.”

La frase che ho riportato è originariamente di Confucio (filosofo e pensatore cinese, ancora oggi ritenuto uno dei maggiori saggi mai vissuti) che Tom Hiddleston ripetè durante un’intervista al Comic Con di San Diego del 2013.
Inutile che stia a tediarvi sulla mia ammirazione per le qualità recitative e, soprattutto umane, dell’attore sopracitate, o mi addentri nella mia quasi patologica fascinazione per Loki (sia il personaggio Marvel da lui interpretato, sia quello mitologico e… “Non è questo il giorno!”).

Vi voglio parlare proprio delle tante vite che si possono vivere avendone solo una!
Rendendosi conto che questa è la nostra unica possibilità e va sfruttata al massimo!

All’inizio della mia vita ero una bimba come tutte le altre: saltavo, correvo, ridevo, giocavo. Avevo davanti le infinite possibilità che tutti dovremmo avere.
L’Atassia di Friedreich era uno spettro lontano, comparendo solo durante la mia adolescenza, quindi nel frattempo non mi sono fatta mancare nulla: dall’equitazione allo sci, passando per il nuoto agonistico e finendo con l’aikido.
Ho anche imparato ad andare in canoa e fatto il portiere di calcetto. Mi divertivo ad arrampicarmi sugli alberi, o a fare acrobazie sui tappeti elastici,. Ho perfino preso qualche saltuaria lezione di danza classica, moderna e perfino latino-americana.

Durante tutta la mia infanzia, non ho mai pensato che ciò che stavo facendo e provando fossero momenti e possibilità irripetibili.

Chi pensa al futuro da bambino?

Poi sono iniziati gli inspiegabili dolori alle ginocchia, le cadute senza motivo apparente, l’incespicare ad ogni passo, il non riuscire più a saltare e a correre, fino al muoversi sempre peggio.
Tutto è diventato faticoso e doloroso: il fiato si è fatto corto e il cuore martellava nel petto.

E alla fine il ‘pugno in pieno volto’: diagnosi di Atassia di Friedreich.

Vita finita? Sì, ma solo una, la prima.
La bambina che aveva provato mille sport, che correva e giocava con i suoi cani, che si riempiva le gambe di graffi e lividi perché non stava mai ferma, non c’era più. Non sarebbe tornata mai più.

Al suo posto sono diventata un’adolescente sempre in viaggio: Canarie, Egitto, Marocco, Tunisia, Grecia, Budapest, Parigi, Londra, Scozia, Irlanda, perfino il Giappone.

‘Rimandare è da stupidi. Ora puoi farlo quindi fallo, perché domani non sai come sarà!’

Questa frase non è una citazione famosa, è ciò che mi ha detto, ripetuto e inculcato l’uomo più importante della mia vita, colui che mi ha cresciuto come padre anche se biologicamente era il mio nonno materno: Paolo.
É diventato il mio mantra, così non mi sono mai fermata: ho viaggiato, e viaggio ancora appena posso, ho fatto un corso da fotomodella e figurante televisiva, ho preso la patente e guido ogni giorno, ho cominciato a scrivere e pubblicare i miei romanzi autoprodotti e ho l’hobby del Cosplay. Tutto continua anche ora che sono ‘in carrozza’.
Insomma, tutto quello che voglio fare, se lo posso fare lo faccio.

Una vita sola, dopo l’AF sono diventate molte.
Viaggiatrice, Scrittrice, Cosplayer e chissà che altro!

Ho più di 30 anni eppure non mi sento ‘arrivata’. Non ho alcuna voglia di mettere radici perché c’è ancora così tanto da vedere, scoprire, fare. Insomma, da provare.

Vorrei studiare recitazione ed esibirmi a teatro (il sogno sarebbe farlo in Inghilterra, seguendo la scuola attoriale inglese) o addirittura al cinema.
Intendo prestarmi come modella ai più disparati set fotografici.
Mi piacerebbe provare uno sport, o anche più di uno, cominciando dal ballo in carrozzina.
E, ovviamente. viaggiare, viaggiare, viaggiare: c’è tanto di quel mondo devo ancora conoscere!

Inoltre non smetterò mai di scrivere: romanzi, didascalie, blog, fiabe, sceneggiature di fumetti. Mi piace sperimentare tutto, mettendomi alla prova in campi sempre diversi.
Anche riguardo al Cosplay voglio tentare quello che non è mai stato fatto: presentare un contest in carrozzina, per esempio!

La diagnosi di AF a 18 anni mi ha fatto capire che di vita ne ho una sola: questa.  Quindi ho deciso di viverne quante più riesco

Tanti anni dopo quel pugno, l’AF, la ringrazio, perché permettetemi di lasciarvi con una mia citazione personale:

“E’ il villian a creare il supereroe, perchè solo quando si paleserà il vero Cattivo sorgerà chi ha il coraggio, la forza e la volontà per combatterlo.”

Il mio villian è l’Atassia di Friedreich e io ho deciso di essere la supereroina della mia storia.

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